Elettrosmog

Sin dal secolo scorso stiamo assistendo a un’evoluzione tecnologica considerevole che ha accelerato molto il ritmo delle nostre vite. In tutto questo tempo, però, non ci siamo presi il tempo di capire quanto queste nuove tecnologie impattino sulle nostre esistenze, sulla salute e l’ambiente. Oggi siamo esposti a campi elettromagnetici molto più intensi di pochi decenni fa e con l’evolversi delle tecnologie sappiamo che questo fenomeno è in continua espansione; in pochi però conoscono le conseguenze sulla salute. L’elettrosmog è capace di perturbare le funzioni fisiologiche alterando il metabolismo e tutti i sistemi del corpo provocando cefalee, stati di irritabilità e aggressività, disturbi del sonno; astenia, riduzione dell'attività sessuale, disturbi cardiovascolari, opacità del cristallino, alterazioni endocrinologiche e del sistema immunitario, leucemia, anomalie del dna, aborti e malformazioni nei feti, invecchiamento precoce, ecc... Le fonti principali di inquinamento elettromagnetico sono gli elettrodotti, le apparecchiature elettriche ed elettromeccaniche, gli elettrodomestici, gli impianti, i sistemi di trasmissione per le telecomunicazioni (antenne, ripetitori, trasmettitori, telefonia cellulare, radar, ecc.). Per quanto riguarda gli spazi confinati, ovvero case, uffici, scuole, ospedali,ecc... purtroppo, il limite di legge, non garantisce la qualità e quindi la salubrità e la sicurezza. Dal momento che effetti fisici evidenti dovuti all’elettrosmog sono osservabili a lungo termine, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in attesa di dati sicuri e scientificamente comprovati, consiglia tutt’oggi di applicare il cosiddetto “principio di precauzione”.
I danni alla nostra salute avvengono soprattutto di notte, quando siamo a riposo, perché il corpo è più vulnerabile agli agenti esterni. Per questo è importante che spazi domestici e lavorativi ci offrano quel comfort e quella protezione di cui il nostro corpo ha bisogno senza essere sottoposto a condizioni di stress.

 

L’integrità dell’ambiente costruito è il presupposto dello stato di salute.
Le malattie sono in relazione diretta con la qualità dell’habitat.

 

Negli spazi confinati il problema elettromagnetico può essere generato dall’interno del costruito, provenire da situazioni immediatamente confinanti o dall’esterno. Negli edifici anche impianti o masse metalliche presenti possono creare situazioni di disturbo. Ad esempio i cavi elettrici sotto intonaco, essendo conduttori, producono campi elettromagnetici; persino nelle tubature metalliche dell’acqua possono essere presenti correnti parassite.
L’impianto elettrico a norma in una casa, o ufficio che sia, è un buon inizio per ridurre l’inquinamento elettromagnetico. Distribuire l’impianto a stella, mettere i cavi sotto tensione singolarmente e usare cavi schermati ci aiuterà a isolare il campo elettrico, quello magnetico è difficilmente schermabile. Una buona messa a terra assorbirà le micro-cariche che sfuggono all’isolamento. Quando si progetta un impianto si conosce già la posizione degli arredi, per cui nelle zone di riposo si potrebbe evitare il passaggio dei cavi dietro la testiera del letto allontanando il campo elettromagnetico che si crea quando si accende una lampada o un elettrodomestico. In ogni caso nelle camere da letto è sconsigliabile l’uso degli elettrodomestici (radiosveglie, televisori, dispositivi con trasformatore, ecc.) anche perché immettono elettroni nell’ambiente, devitalizzano l’aria e generano ioni positivi che legandosi alla polvere causano allergie e affezioni alle vie respiratorie.
Per le situazioni abitative già esistenti si può intervenire con sistemi di schermatura o di trasformazione, sia che la perturbazione elettromagnetica provenga dall’esterno che dall’interno delle abitazioni. Considerato che spesso i nostri luoghi di sosta, di riposo o di lavoro sono adiacenti a cabine elettriche di trasformazione, vicino a elettrodotti, o sotto stazioni radio base e antenne radiotelevisive, il primo intervento logico è quello di allontanarsi quanto più possibile, perché la prima precauzione che possiamo adottare consiste nell’allontanare da noi tutte le possibili fonti di elettrosmog.