Dirty electricity

Dalla prima generazione di elettricità, all’introduzione delle radio AM (anni Venti), del radar (anni Quaranta), delle radio FM e della televisione (anni Cinquanta), del computer (anni Settanta), dei cellulari (anni Ottanta) e delle tecnologie wireless nonché dell’illuminazione a fluorescenza (dagli anni Duemila) le radiazioni elettromagnetiche (EMR) create artificialmente rappresentano il più probabile stress ambientale. Inoltre sappiamo che esistono diverse forme d’inquinamento elettromagnetico e ad ognuna possiamo porre rimedio in modo differente.
La Dirty Electricity, o elettricità sporca, è una interferenza elettromagnetica (EMI) che scorre virtualmente attraverso qualsiasi edificio del pianeta trasportando correnti parassite immesse nella rete sia durante il suo percorso verso gli edifici che all’interno degli stessi. Pericolo occulto, impercettibile e insidioso è con tutta probabilità una delle cause dell’aumento di numerose patologie. L’elettricità sporca è quindi prodotta dalla continua trasformazione della corrente da parte di apparecchiature elettroniche come le lampade fluorescenti a risparmio energetico, i variatori di luminosità (dimmer), le tecnologie ad inverter, computer e laptop, stampanti, televisori, cordless, router e modem Wi-Fi, dispositivi per la ricarica di cellulari, forni a microonde, ecc. Tutte sorgenti di potenti onde in alta frequenza che viaggiano incontrastate attraverso i cavi elettrici, ed è prodotta anche dalla rete elettrica che cattura onde radio, sistemi di Wi-Fi e l’elettricità sporca da altri edifici; persino le turbine eoliche possono generare elettricità sporca e trasferirla alla rete. Si crea e si propaga ogni volta che colleghiamo una apparecchiatura alla rete elettrica, diffondendosi all’interno della casa o degli ambienti di lavoro attraverso i cavi elettrici, le linee di alta tensione, le correnti vaganti della terra e dei tubi dell’acqua esponendo le persone che si trovano in questi ambienti a radiazioni elettromagnetiche potenzialmente nocive.

 

La Dirty Electricity è una fonte elettrosmog in rapida crescita e
contribuisce ad aumentare l’elettro-stress diurno e notturno
con conseguenze sia alle persone che alle apparecchiature.

 

Alcuni studiosi hanno individuato specifici malesseri e patologie associabili alla D.E. quali mal di testa, suoni tipo acufeni, ansia, irritabilità, astenia, dolori articolari, asma, disturbi del sonno, dell’ umore e iperattività nei bambini. Da alcune ricerche mediche è emerso che in pazienti diabetici aumentava artificialmente il livello di insulina quando si trovavano in ambienti inquinati dall’elettricità sporca.
All’interno delle nostre abitazioni possiamo cercare di limitare l’uso degli elettrodomestici e l’esposizione contemporanea a diverse fonti di irradiazione elettromagnetica. Nel caso di interventi di ristrutturazione sarebbe opportuno intervenire sull’impianto elettrico dove una progettazione consapevole e una realizzazione a regola d’arte saranno fondamentali per evitare ulteriori dispersioni e contaminazioni. Una efficace messa a terra e una schermatura delle scatole di derivazione ci avvantaggia enormemente.
Nei luoghi di lavoro monitor, mouse, tastiere e lampade da tavolo costituiscono fonti di contaminazione e fare delle pause frequenti quando si lavora al pc aiuterebbe a ridurre il carico. Allontanare sempre ad almeno 80 cm. dal corpo trasformatori alimentatori e cavi. In ogni caso il modo più accurato per misurare quanta elettricità sporca c’è in una casa o in un luogo di lavoro è misurarne la quantità presente sul cablaggio della struttura per poi intervenire con il filtraggio che consente di azzerarla o diminuirla a livelli biocompatibili.
Dovremmo imparare ad usare il filtraggio della rete così come usiamo i filtri per la depurazione dell’acqua. Spesso le persone non accettano facilmente di modificare uno stile di vita apparentemente confortevole: nel dubbio che una cosa faccia veramente male preferiscono accantonare l’importanza di quei dati che richiedono il cambiamento di abitudini ormai radicate. Se questo nemico invisibile lasciasse su di noi una sostanza visibile, ci renderemmo conto dell’attacco al nostro organismo e la devastazione al nostro sistema immunitario. Con le tecnologie in fervente evoluzione non possiamo permetterci di non sapere. Gli strumenti per difendersi dalle interferenze elettromagnetiche ci sono, dobbiamo solo metterli in pratica, altrimenti dagli iniziali entusiasmi per le scoperte tecnologiche del secolo scorso ci troveremo a finire il millennio con amari rendiconti.