BioArchitettura

La Bioarchitettura coniuga diverse forme di ricerca ed elaborazione sull’arte del costruire, aventi come denominatore comune l’attenzione verso l’ambiente e la salute dell’uomo. Il significato più profondo è racchiuso nel “costruire” secondo quanto esperienza, cultura e insegnamento sono riusciti trasmettere nel tempo: principi, teorie e regole che hanno fatto dell’architettura con la “A” maiuscola una pratica fondata e mirata al benessere psico-fisico ed energetico dell’uomo.

 

Un’architettura viva che respira e interagisce con i suoi abitanti,
il luogo, il cielo, il vento e la loro storia.

 

L’architettura è nata dalla necessità ma mostra subito una qualità magica; i veri edifici toccano profondità di sentimento e dischiudono le porte della meraviglia. Il cuore delle antiche costruzioni era la meraviglia ottenuta attraverso la pratica della magia e la conoscenza trasmessa del simbolo: idea del sacro, di esattezza rituale, di stabilità magica e di corrispondenza con l’universo, di perfezione nella forma e nella proporzione. Un valore invisibile celato nella geometria.

 

Architettura è pensiero incorporato in una forma.

 

Scatti angolari, incroci predestinati e ornamenti su una superficie idealizzata, si cela il segreto di un tracciato regolatore: esso fa circolare, attraverso la sua rete di numeri e di linee esatte, cicli cosmici, eventi incommensurabili e ritmi di fondazione. Questi simboli permanenti e universali sono il reale fondamento di una Mitologia dell’architettura. Ogni tradizione è Tradizione del futuro, perché consegna, dal profondo, al tempo a venire la somma della storia e della tecnica.
La storia dell’architettura, perciò, non è la storia della costruzione di oggetti, che sono soltanto il veicolo materiale dell’architettura, ma è la storia delle idee e delle sapienze, non solo tecniche, che ne hanno permesso e ordinato la realizzazione. È la storia del divenire nell’essere. Poiché come dice la Tradizione, ”l’Arte muta, ma il Principio non può”.
La storia dell’architettura, come viene comunemente presentata, dalla capanna e l’adattamento delle forme in relazione alle condizioni del luogo – l’argilla della Mesopotamia, il granito dell’Egitto o il marmo della Grecia – è piuttosto la storia del costruire: potrà essere “architettura”, nel senso in cui usiamo così spesso la parola, ma non sarà l’Architettura, che è la sintesi e il punto d’incontro di tutte le tecniche. Come i colori sono gli strumenti della pittura, così la costruzione è il veicolo dell’architettura. L’architettura pervade la costruzione, non solo per soddisfare i semplici bisogni del corpo, ma per soddisfare quelli, complessi, dell’intelletto. Occorre precisare che la maggioranza degli studi riguardanti l’architettura ha rivisitato le forme tradizionali con metodo scientifico, ma nell’interpretazione ha mantenuto l’ottica mentale dell’uomo moderno, senza calarsi nella realtà oggettiva della cultura presa in esame. Una città o anche una semplice capanna per le culture del passato non sono caso o puro formalismo, ma sono la proiezione sulla terra di una visione del mondo. Il tempio egizio veniva costruito a imitazione del mondo, così come il mondo era conosciuto dagli Egizi. La città, l’abitazione legano i manufatti a forze ambientali e cosmiche a servizio della comunità umana: non solo risultato di gesti tecnici ma anche simbolici, fa parte del mondo e deve quindi rispettare le regole sottili che garantiscono l’equilibrio del cosmo.
Significati precisi attribuiti a forma, dimensioni e proporzioni risonanti con le diverse energie cosmiche con le quali si intende entrare in relazione a seconda delle funzioni di un edificio. Un patrimonio di conoscenze antichissimo affinatosi nei secoli, ormai velato e sminuito nella formazione dei progettisti e quasi scomparso dal sentire collettivo. È importante, per approfondire gli aspetti, accostarsi con mente aperta. Una visione del mondo ottusamente materialistica impedisce qualunque comprensione.
Un edificio incorpora una storia e veicola un insegnamento, un messaggio da interpretare. L’architettura antica viveva perché aveva uno scopo: rivelarsi come nome e forma del mondo. La cura della Terra è la più grande di tutte le arti e l’Architettura onora in modo appropriato quest’arte. Ogni architettura deve fare eco ad un messaggio che viene dalla Madre Terra, che va onorata.
L’Architettura antica viveva perché aveva uno scopo. L’architettura oggi non deve essere un semplice involucro senza contenuti, bensì con un messaggio nuovo, per il futuro, aiutare la vita e guidarla, così che la bellezza possa scorrere nell’anima come una brezza fresca.